Day 0 - 25 Julio 2010 La Habana ci accoglie con una fitta pioggia tropicale appena usciti dall'aeroporto Josè Marti alle 16 passate da poco.
Prendiamo un taxi e dopo un breve tratto di Autopista passiamo davanti a Plaza de la Revoluciòn per poi iniziare ad addentrarci nel centro città, dove si trova la nostra casa particular.
Il taxista mi ri-chiede l'indirizzo e sembra spaesato, così inizia a chiedere a svariati suoi connazionali dove si trova esattamente la nostra via...
Alex borbotta già che vuole tornare a Pinerolo mentre io solo tra me e me, avendo il peso della responsabilità della scelta, penso "dove sono capitata!" Le macchine sono sempre meno per queste strade, i bambini giocano
a pallone scalzi per le vie, sotto la pioggia, le strade sono piene di buche, i marciapiedi non parliamone e lì dove ti sembra di vedere un palazzo sventrato, vedi file di panni stesi, segno che qualcuno ci abita davvero !!!
Finalmente il taxista trova la casa... ma non è ancora finita, dopo aver suonato il campanello si vede un po' di confusione su
un terrazzino e scende in strada un tipo, Ivan figlio di Cristina, la nostra intermediaria. Ivan sale sul taxi e ci porta alla
casa che ci è stata assegnata. Si apre un portoncino e subito ci troviamo davanti una scala stretta e ripida che dopo una rampa
piega a sinistra in una specie di infinito corridoio in salita, dopo aver varcato la porta di casa, protetta da inferriata, Ivan
ci spedisce nella nostra camera che, con noi tre, le ns valige, le imposte chiuse ha un chè di soffocante... Fortunatamente aperte
le finestre e sistemati meglio i nostri bagagli riprendiamo fiato e tutto ci sembra un po' meglio del primissimo impatto!
Alla fine della permanenza realizzeremo che l'unico difetto della casa di Maria y Josè sarà solo il materasso che fa infiammare la schiena di Alex!!!
Ivan ci accompagna a cena in un paladar a pochi metri dalla nostra casa perchè il nostro volo sarebbe dovuto arrivare in piena
notte e quindi la cena non è prevista, anche il primo impatto con la cucina cubana non è male, prendiamo due piatti diversi a
base di maiale che ci vengono serviti con riso e verdure, il tutto a 10 pesos a testa + agua y cerveza!
Day 1 - 26 julio 2010 - HAVANA: Festa de la Revoluciòn Da bravi turisti fai-da-te inforchiamo di buon ora la lonely planet dopo la prima sontuosa colazione preparata da josè: patatine
fritte, frittata prosciutto e formaggio, pane soffice soffice, succone di Mango e svariati frutti tropicali mai visti nè uditi
che però non ci convincono molto!
Purtropo becchiamo la prima fregatura della vacanza: oggi è festa nacional, dopo un paio di banche chiuse cambiamo alla
reception dell'hotel Inglaterra con un cambio sfigatissimo!
Evidentemente ci si legge in faccia che siamo appena arrivati perchè ci attaccano un milione di cubani proponendo le più
svariate mercanzie o fingendosi amiconi per poi estorcerci qualche pesos o invitarci insistentemente a comprar loro del "leche
para el bebè" o dei pannolini. Effettivamente nei giorni a seguire l'assedio non sarà così stretto.
Camminiamo seguendo gli itinerari suggeriti dalla guida e siamo un po' frastornati dal caldo e da tutti questi jinteros che per
la prima parte della mattinata non riesco a godermi la città. Visitiamo buona parte dell'Havana Veja e il museo della Revoluciòn
che oggi è pieno di bandiere commemorative del 26 de julio, data del disastroso assalto armato alla caserma della Moncada, nel
1953 episodio iniziale della rivoluzione che rovesciò il governo di Baptista nel 1958.
Alex nonostante la colazione da 1500 chilocalorie sente fame e si sbrana un panino melegnanese nel giardino del parco de la
Revoluciòn mentre io riesco solo a dedicarmi al primo mojito cubano all'hotel Florida (un po' una gaffe la scelta, credevo si
trattasse del famoso locale di hemingway, ma il mojito è ottimo e lo troverò poi citato sia sulla guida sia in altri racconti di
viaggio :-))
Sono solo le 16, siamo già cotti e stiamo per dirigerci a casa quando vediamo un sightseeing. Decidiamo di riposarci un po' a
bordo del bus scoperto che dovrebbe arrivare fino a Plaza de la Revoluciòn che si trova abbastanza lontano dal centro e che era
comunque in programma per i prossimi giorni. Lì si tengono tutti i discorsi di Fidel che si vedono in TV e si trova il palazzo
con l'effige del Che tanto diffusa sulle cartoline cubane.
Finito il tour una bella siesta e un'ottima cena di Josè!
Day 2 - 27 julio 2010 - HAVANA La giornata inizia con una sensazione orrenda appena aperti gli occhi: sono tutta gonfia!
Indecisa sul da farsi e tranquillizzata da tutti gli abitanti della casa particular resisto stoicamente prendendo solo qualche
pasticca e stando a letto buona parte della magnana in attesa di miglioramento.
Il pomeriggio usciamo alla ricerca del coche economico per la nostra settimana nelle province di Cuba, a differenza di quanto
credessi la missione è davvero impossibile, è alta stagione e non solo i prezzi sono elevati ma le macchine non sono proprio
disponibili! Gironzoliamo un po' per il prado e il malecon e ce ne torniamo a casa.
Josè mi ha prescritto pollo -el mejor pollo de Cuba- ma stracondito com'è dubito che sia quello suggerito in caso di sfoghi o
infezioni come la mia!
Dopo cena con la mia faccia da Avatar ci concediamo quattro passi in Calle Obipso e un daiquiri alla cueva del daiquiri: El
Floridita, stavolta quello giusto! Il daiquiri alla fragola di Alex è buonissimo, il mio al cocco un po' troppo forte, il prezzo
-6cuc- assurdo ma qui Hemingway negli anni '30 ha inventato il daiquiri e questo è il prezzo che bisogna pagare!
Day 3 - 28 julio 2010 - HAVANA Oggi avevamo in programma una puntata a Playa del Este ma il mio stato di Avatar peggiora, mi si sono gonfiati anche i piedi e
riesco a fatica a camminare. Decido di andare a farmi vedere e trovo sulla guida la Clinica Internacional Cira Garcia. Mi
diagnosticano una intossicazione alimentare non meglio definita, mi curano col cortisone alla modica somma di 116cuc: eh già la
sanità è gratis, ma solo per i cubani!
Nel pomeriggio mi sento meglio, finiamo il nostro giro all'Havana Veja visitando Plaza de Armas e Plaza de la Cathedral dove
beviamo un drink al Restaurante El patio, sito nel bellissimo Palacio de los Marqueses de Aguas Claras (1760) e all'ombra de la
Catedral de San Cristobal de La Habana. Dopo esserci ritemprati qui per un'oretta decidiamo di affrontare l'affare coche e
finalmente concludiamo la trattativa per un coche de mierda cinese alla modica somma di 90cuc giornalieri. Avremmo risparmiato non
poco prenotandolo dall'Italia ma le voci che mi erano arrivate dicevano il contrario!
A casa mi attende la comida del bebè: purè di malanga e pollo lesso! Per Alex invece tutt'altro... ma nn si può dire!